In occasione del Prix D’Amerique, la più importante corsa di trotto al mondo, l'Italia ha rafforzato i legami con gli altri Paesi europei dove l'ippica trova spazio. In particolare con la Francia, la nazione dove le corse sono molto popolari e danno vita ad un notevole movimento economico. Durante il ricevimento all'Ambasciata italiana di Parigi, cui hanno partecipato numerose autorità internazionali, è stato raggiunto un accordo per la commercializzazione delle più importanti corse italiane all'estero che saranno inserite nel palinsesto europeo del Pmu. Accordo siglato con una stretta di mano tra Jean Pierre Barjon, presidente de la Seft (Le trot), e il direttore generale del Masaf Remo Chiodi. Un accordo che rappresenta una preziosa leva di sviluppo e di visibilità, sia in termini di immagine e di posizionamento in chiave internazionale dell’ippica italiana, sia in termini più strettamente economici, tenuto conto che la vendita dei diritti televisivi e la raccolta di scommesse sulle corse italiane determina delle entrate per l'erario, contribuendo a rafforzare la sostenibilità del sistema. Soddisfazione ha espresso il sottosegretario con delega all'ippica Giacomo Patrizio La Pietra. “La nostra ippica - ha detto La Pietra - sta vivendo un periodo di grande rinascita e serate come quella ospitata presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi sono la perfetta testimonianza di una rinnovata attenzione istituzionale, nei confronti dell’intera filiera. Un’immagine che, dopo anni di appannamento, è tornata a rifulgere nel consesso internazionale”. L'ambasciatrice Emanuela D’Alessandro ha evidenziato come la Francia rappresenti un mercato di riferimento per il settore ippico globale. “In tale contesto il partenariato tra Roma e Parigi è solido e basato su una forte complementarietà. È su questa base che continuiamo a rafforzare la nostra cooperazione”. Durante il ricevimento, negli splendidi saloni dell'Ambasciata in rue de Varenne, è stato presentato anche un progetto che intende affiancare alla dimensione sportiva dell'ippica una narrazione culturale. “Progetto – ha spiegato Chiodi – che prende le mosse dal fondo equestre della biblioteca storica nazionale dell’Agricoltura, che conserva circa un milione di volumi, tra cui centinaia di opere dedicate al mondo del cavallo: trattati di mascalcia e veterinaria, testi sull’allevamento, sull’equitazione, sull’impiego sportivo e militare del cavallo, oltre a opere antiche di eccezionale pregio e rarità. L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare scientificamente e culturalmente questo patrimonio attraverso attività di studio, catalogazione, borse di studio, collaborazioni con università e centri di ricerca, mostre tematiche e iniziative divulgative, rendendo il cavallo protagonista di una narrazione culturale che ne evidenzi il ruolo storico, sociale e simbolico nella civiltà italiana ed europea”. (fonte:ilmattino.it)
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